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Aggiornamento sulla celiachia: in arrivo farine “innocue”

Farina celiachiaBuone notizie per i celiaci arrivano forse da un progetto tutto italiano, portato avanti dall’Istituto di Scienze dell’Alimentazione (ISA ) del Consiglio Nazionale di Ricerca di Avellino.

L’ Istituto ricade nel Dipartimento di Scienze Bio-Agroalimentari. La sua missione e’ svolgere attività di ricerca, di valorizzazione e trasferimento tecnologico e di formazione nei seguenti settori scientifici e relativamente alle seguenti tematiche:

  • Studi sulla composizione e qualità nutrizionali degli alimenti;
  • Valutazione degli effetti dell’ alimentazione sulla salute umana;
  • Caratterizzazione e valorizzazione di alimenti tipici della dieta mediterranea;
  • Genomica, proteomica e bioinformatica delle scienze dell’ alimentazione.

E’, pertanto, un istituto di ricerca multidisciplinare, che presenta competenze in diversi campi delle scienze dell’ alimentazione.
In questo caso l’equipe guidata dal professor Mauro Rossi ha avuto l’idea di lavorare sulle farine stesse in modo da renderle innocue per i celiaci. Per ottenere questo, si cerca di mascherare nel glutine la parte che gli anticorpi di questi pazienti riconoscono come nociva sottoponendo le farine ad un trattamento enzimatico food grade, ossia con enzimi che modificano la struttura del glutine. Si otterrebbe così un prodotto sostanzialmente identico alle farine “normali” dal punto di vista organolettico, ma che non scatena reazioni immunitarie.

La sperimentazione è stata condotta prima in vitro, ossia in laboratorio, per provare la reattività degli anticorpi antiglutine verso la farina detossificate. I test clinici che hanno seguito hanno dimostrato la sicurezza del prodotto per la salute umana. E’ ora in corso un trial clinico presso il Policlinico di Roma, ossia uno studio volto a provare non solo la sicurezza, ma anche l’efficacia di queste farine nei pazienti celiaci. L’ISA spera, se anche questo step si rivelerà positivo, di poter mettere a disposizione le farine detossificate entro un anno da ora.

Un approccio tramite enzimi è già stato utilizzato, nel campo delle intolleranze alimentari, per produrre latte digeribile da tutti. Agire su una sostanza in questo modo, alterando solo la parte specifica che interessa e non andando a toccare il resto della struttura, è un lavoro di fino. Se l’attuale sperimentazione si rivelasse positiva si assisterebbe davvero ad un cambiamento di vita in positivo per i celiaci e gli intolleranti al glutine. Lo studio si sta infatti svolgendo in collaborazione con un gruppo aziendale interessato allo sviluppo commerciale del ritrovato, e si prefigge di rendere accessibili tutti i tipi di cereali che ora sono proibiti a questa ampia fetta di popolazione. Il fatto che anche il gusto risulterebbe conservato, porterebbe un ulteriore miglioramento della qualità di vita anche ai parenti dei pazienti, che spesso si abituano ad una dieta priva di glutine per evitare le possibilità di contaminazione, e delle mamme dei bambini affetti, sempre curiosi di scoprire di cosa sanno gli alimenti a loro proibiti. Inoltre potrebbe rendere molto più facile le occasioni sociali, come invitare amici o essere invitati. Il fatto che lo sviluppo del brevetto legato a questa ricerca sia finanziato da un’azienda interessata ad immettere il prodotto nella grande distribuzione, ossia presso i supermercati, renderà inoltre probabilmente i prodotti più facilmente reperibili e meno stigmatizzati dall’opinione pubblica rispetto al doverli acquistare in farmacia. Ci vorrà comunque del tempo prima che questo prodotto entri nell’uso comune.

Un forte aiuto ma non una cura della celiachia
Nel complesso, insomma, questa ricerca sembra dare una risposta facile e completa al problema senza dover far assumere farmaci. Tuttavia aspettiamo ancora l’esito della sperimentazione in corso prima di lasciarci travolgere da facili entusiasmi. Ricordo, infatti, che non è solo una la parte del glutine a cui reagiscono gli anticorpi presenti nei celiaci. In particolare, gliadina, endomisio e transglutaminasi causano reazioni in quasi tutti i pazienti, senza contare alcune reazione crociate più rare tuttavia presenti. Le farine in questione potrebbero quindi essere molto ben tollerate dalla maggior parte dei celiaci, a creare comunque problemi di diversa entità in alcuni soggetti con reattività particolari. Anche con la loro immissione in commercio sarebbe quindi auspicabile un periodo di introduzione controllato nella dieta, continuando i controlli clinici.

Hipazia Pratt
Hipazia Pratt

 

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