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Aggiornamento sulla celiachia. La pillola “scudo”

SI DICE CHE… CELIACHIA. Notizie dal mondo sulla celiachia.

Diamo uno sguardo alle notizie di questi ultimi giorni (17/07/2015)

«Celiachia, messa a punto pillola per trasgredire senza rischi » (adnkronos)[1]

Alcune premesse. Celiachia e diabete di tipo 1
Il titolo è forte “Celiachia, messa a punto pillola per trasgredire senza rischi”.
Sarà poi così vero?
Non certo per malafede nei confronti dell’articolo mi chiedo ciò.
In ambito celiaco, almeno per mia esperienza, gli aspetti sono molto molto delicati e gli approcci o i livelli di intervento altrettanti.
Giustamente nell’articolo non si parla di cura ma di “copertura” in caso di assunzione di glutine volontaria o costretta– mai da sottovalutare che il mondo celiaco non è uniforme e omogeneo ma spesso la celiachia “deve” interagire con altre patologie, spesso di origine autoimmune come il diabete di tipo 1 e in certe situazioni il celiaco-diabetico ha da prendere scelte di dove “rischiare” e i margini di movimento non sono sempre agevoli.
Fermo restando che il glutine è per un paziente celiaco conclamato un fattore di rischio totale, occorre però contestualizzare un regime dietetico che, per chi ha “solo” la celiachia è un dovere imperativo mentre per chi non ha “solo” la celiachia ma anche altre patologie si possono verificare conflitti fra esigenze e doveri contrapposti la cui soluzione non è agevole.
Non a caso, e la situazione è “peggiorata” o si è resa conclamata in maniera forte, un interessante articolo del Corriere titolava:
Diabete e celiachia assieme, che cosa mettere in tavola. Chi soffre di entrambe le patologie deve mangiare senza zuccheri e senza glutine. E il problema è in aumento[2].
Problemi di convivenza tra celiachia e diabete che possono essere anche psicologici.
L’articolo del corriere
, infatti, indicava come

«l’identikit del paziente-tipo è una donna, giovane, con il diabete di tipo I, che dopo qualche tempo scopre di essere anche celiaca: l’associazione fra le due malattie è sempre più frequente, stando ai dati diffusi di recente a Bologna durante un convegno sul tema. Tanto che gli esperti consigliano ai diabetici di tipo I di fare il test per l’intolleranza al glutine una volta all’anno, così da scoprire tempestivamente se si è sviluppata anche la celiachia. Restano poi, però, le difficoltà in tavola: un’alimentazione senza zuccheri e senza glutine diventa per molti un vero percorso a ostacoli.
ASSOCIAZIONE – L’accoppiata diabete e celiachia dipende dal fatto che entrambe le malattie hanno una componente autoimmunitaria: nel diabete gli anticorpi del paziente attaccano le cellule che producono insulina nel pancreas, nella celiachia frammenti di glutine non digerito passano in circolo e scatenano la risposta immunitaria contro i tessuti. Secondo le stime più recenti soffrono di celiachia dal 2 al 16 per cento dei pazienti con diabete di tipo uno: in sei casi su dieci la celiachia è asintomatica e solo col tempo emerge qualche sintomo lieve, nel 40 per cento dei pazienti invece i segnali della celiachia sono quelli tipici come dolori addominali, diarrea o stitichezza, perdita di peso. «L’associazione tra celiachia e diabete di tipo uno è frequente e può manifestarsi anche a distanza di anni dall’insorgenza del diabete – spiega Carlo Catassi, docente di pediatria all’Università di Ancona -. Per questo lo screening degli anticorpi della celiachia nel sangue non va eseguito solo al momento della diagnosi di diabete, ma va ripetuto una volta all’anno per almeno dieci anni. Anche perché nei diabetici i sintomi riferibili alla celiachia sono spesso lievi e possono passare inosservati».
DIETA – Una volta scoperto che si soffre di entrambe le patologie, però, arrivano i guai: come conciliare le esigenze della dieta anti-diabete, povera di zuccheri, con la necessità di evitare anche il glutine? Vien da pensare che il rischio sia dover rinunciare a tutto o quasi, in realtà gli esperti riuniti a Bologna indicano nella dieta mediterranea in versione senza glutine la soluzione ai problemi di alimentazione dei diabetici celiaci. «La dieta mediterranea infatti coniuga le due esigenze – interviene Letizia Saturni, della Scuola di specializzazione in Scienze dell’alimentazione dell’Università Politecnica delle Marche -. È ricca di alimenti di origine vegetale (frutta, verdura, ortaggi, erbe aromatiche e legumi), utilizza l’olio di oliva come unico condimento, prevede una buona quantità di pesce, pollame, latticini e un ridotto apporto di carne rossa, a cui si aggiunge il vino consumato di solito durante i pasti. Il risultato è una dieta che garantisce pochi zuccheri semplici e una buona quota di zuccheri complessi: per non aver problemi in caso di celiachia basta scegliere cereali senza glutine e con un più alto contenuto di fibra. Non sono pochi: vanno bene infatti riso, mais, sorgo, miglio, cereali minori quali grano saraceno, amranto, quinoa e gli pseudo-cereali come il panico».
SUPPORTO PSICOLOGICO – Gli esperti hanno anche sottolineato un altro aspetto della faccenda, da non trascurare: questi pazienti sono spesso giovani, già provati da una diagnosi «pesante» come quella di diabete. La celiachia può sembrar loro la condanna definitiva a una vita di difficoltà, per cui è importante prevedere un aiuto psicologico per aiutare i pazienti a superare rabbie, paure, ansie. «Alla diagnosi di diabete e celiachia ci si trova a dover elaborare un lutto e a sentirsi inevitabilmente diversi dagli altri – dice Irene Cimma, psicoterapeuta della Asl 3 di Torino -. Il processo che conduce all’accettazione e alla convivenza positiva è inevitabilmente un cammino lungo e talvolta critico, in cui il team di cura e i familiari rivestono un ruolo fondamentale. Oggi per fortuna la qualità della vita dei pazienti è migliorata, grazie ai passi avanti compiuti in questi ultimi anni per facilitare la somministrazione di insulina e per ampliare l’offerta alimentare adatta ai celiaci. Ma non dobbiamo mai dimenticare o sottovalutare “il mondo interno” del paziente cronico, con tutte le sue complesse sfumature emotive e relazionali». [Elena Meli 16 agosto 2010].

Sotto l’etichetta celiachia lo scenario appare col passare del tempo più variegato e più difficile e complesso e, per mia e altrui esperienza personale diretta, l’ottimismo e l’assertività rasserenante che leggo e sento in molti convegni o relazioni si scontrano non poche volte con situazioni come una ipoglicemia o una delicata cena di lavoro con sconosciuti dove elementi di natura psicologica e clinica non sono così “facili” da gestire a dispetto del doveroso ottimismo a volte, però, anche un po’ di facciata.
Il termine “facile” o la locuzione “facile gestione” a volte sa più di assertività da programmazione neuro-linguistica, life coaching e fideistica convinzione che il mondo sia ospitale, non vi sia concorrenza tra le persone, per non dire cattiveria a volte gratuita, e che tutto il mondo “debba” essere conscio e aperto a chi ha patologie di questo tipo come l’esatto corrispondente in larga scala dell’accoglienza familiare.
Fortunati nella sfortuna coloro che a livello personale o famiglia vivono in tale ecosistema perfetto!
Per me non è così o, almeno, non così sempre e tra quel sempre e il quasi sempre c’è il glutine che è, invece, sempre il rischio e il problema totale.

Tra chi è militare (come me) e non solo, si suole ripetere questo aforisma
«Si vis pacem, para bellum»  (se vuoi la pace, prepara la guerra, nel senso di  sii pronto alla guerra).

Non solo per i militari o politici, ma anche un progettista, un investitore e tutte le professioni che affrontano rischi tutti devono prepararsi al rischio e non darlo per normalmente già risolto con il rispetto delle regole forti. Che un paziente debba vivere tra imperativi assoluti e ottimismo alla Pangloss e Candide/Candido di Voltaire è sottovalutare il medesimo paziente nella sua dimensione di persona-individuo in una collettività e organicisticamente inserirlo in un artificioso ecosistema quieto e amichevole che per molti non esiste o non esiste sempre.

Fatte queste mie del tutto personali ma comprovabili affermazioni, torniamo alla pillola “scudo”.


Circa celiachia-diabete tipo 1 si vedano anche http://www.diabete.it/pico/view.asp?IDVoce=12
http://www.diabete.com/opencms/speciali/speciale-diabete-e-celiachia/01-diabete-e-celiachia.html

Il ricercatore Hoon-Sunwoo dell'università dell'Alberta. (foto di Scott Lilwall per CBC) http://i.cbc.ca/1.3153283.1436982937!/fileImage/httpImage/image.jpg_gen/derivatives/16x9_620/hoon-sunwoo.jpg
Il ricercatore Hoon-Sunwoo dell’università dell’Alberta. (foto di Scott Lilwall per CBC) http://i.cbc.ca/1.3153283.1436982937!/fileImage/httpImage/image.jpg_gen/derivatives/16x9_620/hoon-sunwoo.jpg

La pillola
Approfondiamo…
http://www.adnkronos.com/salute/medicina/2015/07/16/celiachia-messa-punto-pillola-per-trasgredire-senza-rischi_0E6P7KtupglLMPsO6kNMJM.html

Articolo pubblicato il: 16/07/2015 [3]

«Una pillola per consentire alle persone che soffrono di celiachia di ‘trasgredire’ alla dieta ‘gluten free’ senza rischi. A metterla a punto, in dieci anni di studi, il ricercatore Hoon Sunwoo, docente di scienze farmaceutiche dell’Università canadese di Alberta, convinto che il prodotto, in fase avanzata di sperimentazione, possa presto essere commercializzato. Non si tratta di un farmaco per la cura della malattia celiaca ma solo di un medicinale che permette di consumare occasionalmente glutine senza danni all’intestino e senza fastidiosi sintomi.

La pillola utilizza gli anticorpi contenuti nel tuorlo dell’uovo per ricoprire il glutine, in modo che possa semplicemente attraversare l’organismo senza creare problemi. La persona celiaca deve assumere il medicinale 5 minuti prima del pasto a rischio, per ottenere una protezione di circa 2 ore dagli effetti del glutine. Il prodotto è già stato sottoposto a test clinici per la sicurezza, mentre le analisi di efficacia partiranno il prossimo anno.

“Non si tratta di una soluzione per trattare o curare la malattia celiaca”, tiene a ribadire Sunwoo sottolineando che la dieta senza glutine resta l’unica terapia per chi ne soffre. “Si tratta, però, di migliorare la qualità della vita e facilitare la socializzazione”, conclude.»

 

IMPORTANTE! Cosa dicono in altri articoli più vicini al Canada e al ricercatore

Il ricercatore «Hoon Sunwoo holds a sample of the antibody supplement he developed with colleague Jeong Sim. Sunwoo hopes the supplement, derived from chicken egg yolks, will soon improve quality of life for people with celiac disease.»
Il ricercatore «Hoon Sunwoo holds a sample of the antibody supplement he developed with colleague Jeong Sim. Sunwoo hopes the supplement, derived from chicken egg yolks, will soon improve quality of life for people with celiac disease.» Foto e articolo di  Sandra Pyskywyc

http://www.cbc.ca/news/canada/edmonton/gluten-pill-may-allow-celiac-disease-sufferers-to-enjoy-pizza-beer-1.3153262

«Gluten pill may allow celiac disease sufferers to enjoy pizza, beer […]”My friend is celiac. We haven’t had any entertaining with beers. So, that’s why I develop this pill — for my friend.”  […] Sunwoo warns the pill is not a long-term solution and people with the disease must still adhere to a strict gluten-free diet. The pill completed safety clinical trials two months ago and is expected to begin efficacy clinical trials next year.».

http://news.nationalpost.com/news/canada/university-of-alberta-professor-uses-egg-yolk-for-pill-that-could-crack-gluten-intolerance


« First, U.K.-based Vetanda Group Ltd., has invested more than $2.5 million to fund more research. In a deal brokered by business incubator TEC Edmonton, Vetanda has also acquired the intellectual property and exclusive licence.

Second, a Canadian human safety trial has now been completed and the product is undergoing a clinical trial to test the product’s effectiveness in reducing symptoms of gluten intolerance.

“I have been working on the yolk antibodies for 20 years,” Sunwoo said Sunday.

Mother hens produce natural antibodies, known as immunoglobulin yolk, to help chicks fight disease. Sunwoo and Jeong Sim, a retired professor in the faculty of agriculture, studied how yolks could be tweaked to target agents harmful to humans.».

http://uofa.ualberta.ca/news-and-events/newsarticles/2015/july/cracking-gluten-intolerance (questo link è quello ufficiale dell’Università canadese dell’Alberta)

«(Edmonton) University of Alberta researchers may have found a way to help people with celiac disease enjoy the wide variety of foods they normally have to shun.

Hoon Sunwoo, an associate professor in the Faculty of Pharmacy and Pharmaceutical Sciences, and colleague Jeong Sim, a retired professor from the Faculty of Agricultural, Life & Environmental Sciences, have developed a natural supplement from the yolks of chicken eggs that prevents the absorption of gliadin, a component of gluten that people with celiac disease have difficulty digesting.

“This supplement binds with gluten in the stomach and help to neutralize it, therefore providing defence to the small intestine, limiting the damage gliadin causes,” said Sunwoo. “It is our hope that this supplement will improve the quality of life for those who have celiac disease and gluten intolerance.”

According to the Canadian Celiac Association, one in 133 people in Canada are affected by celiac disease, a medical condition in which the absorptive surface of the small intestine is damaged by a substance called gluten. Those with celiac disease and gluten intolerance suffer from symptoms including anemia, headaches, bloating and fatigue. Gluten, a protein found in wheat, rye and barley among other foods, is a common binding agent used to increase the elasticity of food.

Sunwoo became interested in the disease after learning his friend and his friend’s family suffered from it.

“I wanted to learn more about why some people cannot tolerate gluten and if there was a way to reduce the symptoms,” he said. “With gluten present in so much of our food, I wanted to find a way to improve the quality of life for my friend, his family and others.”

The research may prove to be welcome news for celiac patients in Canada and around the world. The next step is an efficacy trial, slated to happen within the next year.  Following that, the supplement could be available within three years. Sunwoo and Sim have partnered with IGY Inc. and Vetanda Group through an agreement with TEC Edmonton to bring the supplement to market.

“This collaboration gives us the opportunity to change the lives of those suffering with a debilitating autoimmune condition,” said Vetanda Group communications director Claire Perry. “Our groundbreaking new health product has the potential to offer more dietary freedom and, overall, a much better quality of life for gluten-intolerant individuals. The product could be available to celiac sufferers in Canada within three years, paving the way for testing and product approval in the United States and Europe.”

TEC Edmonton, a partnership of the U of A and Edmonton Economic Development that helps commercialize research from the university, is proud to be a part of the collaboration.

“The University of Alberta is home to world-class researchers in the fields of immunology, biotechnology and food science,” said Jay Kumar, vice-president of technology management at TEC Edmonton. “The investment by Vetanda, based in England, demonstrates that the world is watching.”

Parts of the research were also supported by grants from Alberta Livestock and Meat Agency, Alberta Agriculture and Forestry, and Alberta Innovation and Advanced Education.

Sunwoo also credits the U of A for being an integral part of his work’s success. “The University of Alberta is an incredible place to do research. Our lab in the Faculty of Pharmacy and Pharmaceutical Sciences is top-notch, and I am pleased to have the support and funding to continue to work towards improving the quality of life for those who suffer from celiac disease and gluten intolerance.”

– See more at: http://uofa.ualberta.ca/news-and-events/newsarticles/2015/july/cracking-gluten-intolerance»

 

Efisio P. Dragone        

[1] http://www.adnkronos.com/salute/medicina/2015/07/16/celiachia-messa-punto-pillola-per-trasgredire-senza-rischi_0E6P7KtupglLMPsO6kNMJM.html

[2] http://www.corriere.it/salute/nutrizione/10_giugno_25/diabete-celiachia-dieta_1fbac5dc-8068-11df-85d3-00144f02aabe.shtml

[3] http://www.adnkronos.com/salute/medicina/2015/07/16/celiachia-messa-punto-pillola-per-trasgredire-senza-rischi_0E6P7KtupglLMPsO6kNMJM.html

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