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Città d’Italia – Venezia parte 1 (di sera)

Sera a Venezia – Venice Evening

Venezia

Città d’Italia – Venezia

La città sulla laguna, la perla millenaria che ha dominato su mari e coste ed è stata capace di estendere la sua influenza culturale ben oltre i confini dei territori di cui è stata capitale: descrivere Venezia significa ripercorrere secoli di straordinaria fioritura. Eppure c’è un elemento di forte sintesi, capace di comunicare Venezia senza dover essere costretti al piacevole sforzo di fiumi di inchiostro: la laguna. La laguna con la sua acqua è lo specchio di strada fluida su cui Venezia riflette tremuli i suoi palazzi sin dalle sue origini. Con l’acqua della sua laguna i colori e le linee aristocratiche, raffinate, nette diventano infatti uno straordinario concerto volubile di mescolanze, di evasione e di dissolvenze che sanno regalare sempre nuovi scorci e immagini. Così indissolubilmente legata all’acqua, questo perenne battesimo l’ha resa inevitabilmente dominatrice su  (ma non di) quell’elemento, con la capacità dei suoi cittadini di creare a loro volta percorsi e ponti non solo urbani, tra i sestieri, i rii, le calli, ma “continentali” su sponde distanti  anche migliaia di miglia. Mercanti, filosofi, scienziati, religiosi, guerrieri e condottieri, libertini, prelati, artisti di ogni arte, hanno trovato in Venezia natali o rifugio, protezione e risorse. Un confluenza di opposti, un riferimento di contraddizioni e commistioni sotto il vessillo della Serenissima, contraddizione che rivive proprio nell’ancestrale rapporto con l’acqua: se da un lato madre e fonte di difesa e di azione, dall’altro più volte madre egoista e minacciosa con la sua “acqua alta”  come bramosa di fagocitare nei suoi picchi di alta marea lagunare i capolavori.
Questo patrimonio di formidabile forza artistico-culturale e dal fragile equilibrio di sopravvivenza è tra i siti italiani patrimonio dell’umanità dell’Unesco: la straordinaria ricchezza la rende unanimemente una, se non la prima, tra le più belle e seducenti città al mondo.

In fondo troverete la nostra galleria di immagini per raccontarvi con i nostri scatti serali nella laguna di questa città gioiello e subito qua a seguire l’ormai abituale letteratura con rimandi su Venezia per chi volesse approfondire. Abbiamo voluto, visto l’ampio album di nostre foto, suddividere per temi il racconto di Venezia.

Una città da vivere

Venezia Comune del Veneto (415,9 km2 con 261.362 ab. al censimento del 2011, divenuti 263.352 secondo rilevamenti ISTAT del 2016, detti Veneziani), capoluogo di regione e città metropolitana. L’insediamento storico della città, posta al centro dell’omonima laguna, è tradizionalmente suddiviso in sei ‘sestieri’ (Cannaregio, Castello, Dorsoduro, San Marco, San Polo e Santa Croce) e si articola su un complesso di circa 120 isole, profondamente artificializzate e consolidate da una intensa opera palafitticola e di copertura lapidea, aggregate attorno alla doppia ansa della via d’acqua principale (il Canal Grande), elemento organizzatore di una fitta rete di 158 canali minori (rii). L’insediamento urbano rivela una forte continuità storica, pressoché priva di intrusioni, mostrandosi come un continuum densamente edificato su lotti allungati, di origine gotica, attestati sui canali direttamente, o attraverso la mediazione di percorsi pedonali (rive e fondamente), e organizzato con un fitto reticolo di calli e campi (rispettivamente, le vie e le piazze della tipica toponomastica veneziana). Piazza S. Marco, affacciata sull’omonimo bacino e coronata dalle cinquecentesche Procuratie, ha rappresentato per secoli il centro politico e amministrativo della città, con il Palazzo Ducale come sede civile e la basilica di S. Marco come sede religiosa. Rialto, simboleggiato dall’omonimo ponte edificato nel 1591 (in sostituzione di quello ligneo in sito dal 1180), è sempre stato il motore economico e commerciale della Serenissima, come testimoniano le numerose storiche botteghe, ma anche i toponimi dei limitrofi palazzi (per es., il Fondaco [dial. Fontego] dei Tedeschi, dove avevano sede i mercanti nordeuropei, e le sansoviniane Fabbriche Nuove, dove avevano sede le Magistrature giudicanti in affari di commercio) e rive (per es., la Riva del Carbon e la Riva del Vin, dove venivano commercializzati tali prodotti); oggi vi permane il mercato alimentare, testimoniato dai toponimi Naranzeria, Erberia, Pescaria, Beccarie e Ruga dei Speziali. Il Canal Grande connette idealmente e fisicamente questi due poli dell’attività urbana, con la sua doppia cortina di grandiosi palazzi signorili (tra cui la Ca’ da Mosto, la Ca’ d’Oro, il palazzo Grimani, il palazzo Grassi) e splendide chiese (come S. Maria della Salute). Ma la vocazione marinara della Serenissima si esprime compiutamente nell’Arsenale (sec. 12°-16°), vasta area nella parte orientale della città, destinata alle costruzioni navali e che, protesa verso il mare, rappresentava la vera porta di ingresso a Venezia.

Una tale concentrazione di beni storico-culturali non può non comportare difficoltà gestionali e conservative: il degrado fisico-funzionale diffuso è una delle principali questioni aperte, che si riflettono anche sulle condizioni di vita degli abitanti. Gli altissimi costi di intervento (cui va aggiunto il costo della vita, sostenuto dai costi supplementari di trasporto e dalla domanda turistica) comportano l’accettazione di notevoli disagi abitativi o si trasformano in un incentivo all’esodo. La diminuzione della popolazione residente nel centro storico è un fenomeno costante e consistente dalla seconda metà del Novecento: dopo il picco raggiunto nel 1951, quando gli abitanti del centro storico assommavano a 175.000 unità, il numero è sceso a poco più della metà nel 1981, ad appena 65.695 nel 2001, per poi arrivare a 58.991 nel 2011, con una ulteriore successiva riduzione che ha portato il dato sotto i 55.000 abitanti secondo rilevamenti del 2016. Un fenomeno preoccupante per la riduzione del presidio del patrimonio immobiliare e per l’aumento dei costi di erogazione dei servizi, con il rischio di una trasformazione in senso ‘museale’ della città, totalmente preda dell’attività turistica; un aspetto questo accentuato dalla conversione di quote rilevanti delle abitazioni in seconde case e degli esercizi commerciali di generi di prima necessità in attività destinate ai turisti, nonché dallo spostamento dei servizi alla persona sulla terraferma. Il dato sulla popolazione residente nella V. storica non tiene però conto degli ingenti flussi di pendolari che, per motivi di lavoro o di studio, quotidianamente si riversano sulla città. A questi si aggiungono i flussi turistici di chi non pernotta in città e che possono toccare anche le 100.000 unità.

La realtà veneziana lagunare non è comunque assimilabile al solo centro storico: intorno a esso esiste tutta una costellazione di insediamenti (insulari e non) che viene convenzionalmente identificata con la denominazione di ‘estuario’ (28.256 ab. secondo rilevamenti del 2016). Le isole minori della laguna erano, nel 1850, una settantina: molte sono oggi completamente scomparse (come le favolose Ammiana e Costanziaca), inghiottite dalle dinamiche idrauliche; altre (come l’antico centro di Poveglia) in stato di abbandono. Vi sono, però, anche importanti esempi di vitalità, come Murano (dove si coltiva l’arte del vetro fin dal 1295, anno in cui tutte le fornaci furono qui segregate per limitare i pericoli di incendio) e Burano (famosa per i suoi merletti fin dal 16° sec.). Diversa appare la condizione dei litorali che separano la laguna dal Mar Adriatico. Il Lido di Venezia (11 km di spiagge), dall’apertura del primo stabilimento balneare avvenuta nel 1857, è diventato uno dei centri del turismo internazionale, con attrattive mondane come il Casinò e culturali come la Mostra internazionale del cinema; così come il Litorale del Cavallino che, con i suoi 13,5 km di spiagge, è una meta assai frequentata del turismo balneare.

Da http://www.treccani.it/enciclopedia/venezia/

Le origini del nome (seguirà su prossimo post…)

Video

Venezia di sera

Il nostro viaggio continua di qua… http://www.saidinitaly.it/citta-ditalia-venezia-parte-2-di-notte/

 

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