Saffo (VI sec. a. C.)- Ἔρος, il topos della passione amorosa

Articolo d'esordio della bravissima appassionata studiosa di lingua e letteratura classica e antica, la professoressa Tiziana La Vitola. Ci lasciamo prender per mano da lei e dal frammento di Saffo, per questo viaggio nell'amore di quasi 2600 anni fa

Ἔρος δ’ ἐτὶναξέ μοι φρέναϛ, ὠϛ ἄνεμοϛ κὰτ ὄρος δρύσιν ἐμπέτων.

Saffo

(Fram. 47 Voigt)

Eros mi ha scosso la mente come il vento che colpisce gli alberi dal monte

La passione è espressa da Saffo con una metafora naturale in cui i due unici verbi del frammento, ἐτὶναξέ e ἐμπέτων, sono usati rispettivamente con il significato di scuotere e colpire.
Eros (Ἔρος), personificato, rappresenta l’amore  passionale, quell’amore che entra dentro e sconvolge al punto tale da non lasciare niente come prima. La parola δρύσιν, con cui ho tradotto alberi, si può tradurre anche in modo più specifico con querce, ad indicare quanto il vento possa colpire e piegare anche gli alberi più forti e robusti.
Nel mondo antico l’amore, era visto sempre come furor, follia sconvolgente, irrazionale e destabilizzante. Molto comune è la metafora del cuore in tempesta diventato un topos della letteratura di tutti i tempi.

Tiziana La Vitola
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Professoressa di materie letterarie e latino, studiosa di letteratura greca, conduce un programma di libri e interviste a scrittori su www.italywebradio.it dal titolo PAROLE SUL PENTAGRAMMA