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Detto tra noi… con Giovanni Berdondini e il suo Chianti Sound

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“L’Italia è un palcoscenico naturale, un teatro a cielo aperto. Ho portato tre pianoforti su questo palcoscenico e ho alzato il sipario”.
Esordisce così Giovanni Berdondini alla nostra prima domanda. Il giovane pianista e compositore fiorentino ha lanciato sul web Chianti Sound un video musicale che emoziona e cattura l’ascolto.
Come nasce Chianti Sound?
“Ho una formazione classica, ho conseguito il diploma al conservatorio con il massimo dei voti, un master di perfezionamento con Pietro de Maria alla scuola di musica di Fiesole, ho un repertorio concertistico che spazia da settecento a novecento. Lo scorso 8 luglio ho suonato al Festival dei due Mondi di Spoleto e due giorni dopo giravo questo video suonando tra le vigne e i castelli del Chianti, a cielo aperto.”
Cosa suonava e perché tra i vigneti?
“Sono un compositore, di una nuova generazione. Suono i miei pezzi. Ma sono anche un “ragazzo di campagna” che ha voluto restituire in musica la magnetica energia e la inesauribile fonte di ispirazione che la mia terra, il Chianti, mi ha donato. La mia musica cerca di raccontare la poesia dei volti, le scintille di luce, i chiaroscuri, i profumi. Il paesaggio. Con questo video inizia una storia.”chianti-sound-giovanni-berdondini-immagine-vigne-2
Quale storia?
“La storia del mio suono della bellezza. Comunicare le emozioni ispirate al paesaggio. Non in maniera descrittiva, ma elaborando emozioni musicali sulle emozioni del corpo e dell’animo legate al territorio. Chianti Sound è questo.”
Ci spieghi meglio?
“Ci sono tante cose di quell’area che ho sempre apprezzato. Per prima la vitalità della luce, fonte di colori che non si esauriscono mai, ma si rinnovano profilo dopo profilo, collina dopo collina, come una variazione continua su un unico tema. L’orizzonte cela sempre nuove sfumature, prelude al cambiamento, stimola l’innovazione. E’ una classicità quella del chianti sempre in divenire, illumina verso nuovi percorsi, trasmettendo armonia e purezza, ma al tempo stesso passione e slancio.”
Quindi sono questi i temi a cui si è ispirato, ma come ha fatto a tradurli in musica?    
“Posso solo dirle il risultato finale… è un cross-over che abbina schemi classici ad alcuni elementi del ragtime, come per esempio il ritmo, e l’andamento sincopato della melodia, il tutto reinterpretato in un ottica pop.”
Si rivolge quindi al grande pubblico?chianti-sound-giovanni-berdondini-immagine-cortile
“Non mi rivolgo al pubblico ma alle persone appassionate di musica. La musica è musica. Oggi ci sono mille aggettivi, colta, popolare, eccetera. Se è musica, non ha bisogno di aggettivi. La mia musica si rivolge al pubblico dei sensi e delle emozioni. Al diritto civile di gustare, impallidire, arrossire, godere finalmente senza etichette. Senza chiedersi perché.”
Cosa ci possiamo attendere da Giovanni Berdondini?
Palcoscenico Italia, questo è il mio progetto. Il pianoforte è uno strumento polifonico, la tastiera può contenere una orchestra, suonerò nei luoghi dell’incanto. Facendo della natura teatro, dando voce a suoni e colori. La prossima tappa probabilmente volta sul mare.”
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