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Grattacieli d’Italia, Torino e il grattacielo Regione Piemonte-Studio Fuksas

Alcuni scatti fotografici del grattacielo progettato dallo Studio Fuksas per la Regione Piemonte


Graditi o meno i grattacieli, a volte le polemiche sul “nuovo” in un paese come l’Italia affondano le loro radici nei secoli. Una “normale” forma di resistenza al nuovo che ha toccato nel passato anche alcuni dei simboli più iconici e assodati come, ad esempio, la Mole Antonelliana. Anche l’Italia, con il suo stratificarsi di bellezze universalmente riconosciute, ha dovuto far “gestione” del “nuovo che avanza”. Oltre alla Mole succitata, partita con una committenza e uno scopo e conclusasi con molte polemiche con altra committenza e finalità, andando ancora più indietro possiamo ritrovare locuzioni e modi di dire che rappresentano il “riuso” non solo- e non tanto – filologico di spazi e cubature: “quod non fecerunt barbari fecerunt Barberini”.

Oggi – a torto o ragione – uno dei più trattati “mantra” è preservare o innovare quella che è la linea d’orizzonte tradizionale delle nostre città: si declinerebbe skyline per dirla in tempi moderni con lingua d’Albione.
Così abbiamo deciso di portare in evidenza anche questo aspetto, questo “nuovo” che non tanto avanza quanto si innalza e mette in discussione gerarchie d’altezze monumentali. E non a caso, quindi, complice la Mole, partiamo proprio da Torino per poi proseguire nel tempo in altre tappe urbane e di cronaca territoriale.

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