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La storia delle parole: aberrare e aberrante

Il verbo aberrare significa allontanarsi o deviare dal vero, dal giusto, dal normale.

Incisione su legno che ritrae il fuorilegge Juraj Jánošík
Un uomo che ha vagato molto lontano: Juraj Jánošík, fuorilegge ed eroe nazionale slovacco.

L’etimologia, in questo senso, dimostra come il verbo abbia acquistato nel tempo un significato figurato: deriva infatti dal latino “aberrare“, che inizialmente significava “vagare lontano“. In questo senso il verbo “aberrare” evoca l’immagine di un consesso sociale ben delimitato al di fuori del quale sta ciò che non è normale: quel che è fuori vista, lontano dalla nostra tribù e, in qualche modo, scarsamente visibile all’orizzonte, è aberrante, perverso, deviante.

L’alterità è pericolosa, la normalità tranquillizzante.

Il verbo è attestato poco prima del 1472: vedremo in un prossimo post quanto quest’immagine debba al concetto della libertà personale così come è stato trasmesso in Italia dalle popolazioni germaniche tra il II e il VI secolo.

 

Zarbock
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