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Mareluna: quando Pino Daniele fa innamorare elementi in natura anche se distanti

Si dice che Pino Daniele con le sue canzoni abbia fatto e faccia ancora innamorare e accendere passioni incuranti delle distanze.
Mareluna è questo, ne è alfiere e riprova.

Pino Daniele
Pino Daniele

Immenso, sublime, volato in cielo troppo presto: Pino Daniele. Sonorità “fusion” – le virgolette sono d’obbligo quando si usa un aggettivo impegnativo nella musica come questo e lo si dilata come copertura – mediterranee e sudamericane: Mareluna è questo. La luna, anzi, la Luna, infatti, è la stessa vista da Napoli o da Rio, da Venezia a Montevideo o Caracas, da Tangeri o Tunisi a Venezia o Istanbul. Il mare, anzi, il Mare unisce di fondo questi viaggi, è tappeto liquido dove si mescolano molecole di ogni dove e verso ogni dove, una fusion anche di Mare e Luna, nelle onde che riflettono il volto acceso di lei negli abbracci d’onde di lui.
L’arrangiamento è raffinato, il riff ammiccante a sonorità più anni ’80 e ’90.
Non a caso il cd che la contiene porta il titolo di Medina, album discografico che Pino Daniele pubblica nel 2001: lo scenario è diffuso, il filo conduttore è intreccio sinuoso tra la voce di Pino e l’amore intriso di melanconia e passionalità ardente ma descritto a luci soffuse.
La voce di Pino ormai è colorata come il suono di un flauto, meno felina, meno graffiante, più morbida, più “legata”.Medina, Pino Daniele, 2001

Mareluna 

Stanotte questa luna,
c’illumina la mia vita e la tua
La casa sulla duna, lontana è la città
Il mare ci porterà via, via
Mareluna questa notte
sarai mia ancora
Fino a che la luce arriva ed allora
La luna se ne andrà
Mareluna questo amore ci
sconvolge ancora
Fino a che arriverà l’aurora
Ma il mare resterà
Mareluna

Per molti “puristi” di Pino, questo album e questo brano, tra gli altri, in particolare “tradiscono” una certa vis di Pino ma, dal mio punto di vista, è un lavoro che si colloca perfettamente nel suo percorso di maturazione artistica ma anche in un percorso di contaminazione che è nella scuola napoletana che, pur con ognuno la sua peculiarità, vede tra l’altro un simile approccio da parte di artisti come Enzo Avitabile fino a Nino Buonocore.

Profumi di sale e di olio d’argan, colori violacei di petali di zafferano e giallo dei suoi pistilli, riflessi lunari danzanti su corpi di quella duna evocata ad inizio testo con questo contrappunto di accordi “minori”. L’atmosfera è forte nella versione studio.
https://www.youtube.com/watch?v=Z4GYjUQxg30

Più erotismo incalzante, più fisicità ma anche un iniziale accenno introspettivo – con una intro che sa di vento del deserto che preannuncia l’arrivo di una più intensa atmosfera, nella versione live qua a Napoli nel 2008: https://www.youtube.com/watch?v=3M-j_kNXOBk (aprire il link).

Ciao, Pino: ci manchi.

Nea Antologia
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About Nea Anthologia

Un esercito di cavalieri, dicono alcuni, altri di fanti, altri di navi, sia sulla terra nera la cosa più bella: io dico, ciò che si ama. È facile far comprendere questo ad ognuno. Colei che in bellezza fu superiore a tutti i mortali, Elena, abbandonò il marito pur valoroso, e andò per mare a Troia; e non si ricordò della figlia né dei cari genitori; ma Cipride la travolse innamorata

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