Musica e Spazio

Il viaggio dei musicisti verso l'ultima frontiera

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E’ di ieri l’annuncio della NASA che ha fatto rinascere l’entusiasmo per lo spazio.
A circa 40 anni luce da noi esiste un sistema di pianeti orbitanti intorno ad un sole, e qualcuno di questi pianeti presenta caratteristiche simili alla Terra e predisponenti allo sviluppo della vita.
Non è come quando il mondo intero si è sintonizzato per vedere i primi passi dell’uomo sulla Luna, ma la notizia ha qualcosa di meraviglioso. Riaccende speranze in chi ha divorato fantascienza e in chi si è sempre chiesto come fosse possibile.
Anche i musicisti sono spesso stati influenzati dalle stelle e dal continuo sforzo di esplorarle.
Le canzoni italiane e straniere dedicate all’argomento sono tantissime.
Qua di seguito ne proporremo qualcuna che, a nostro gusto personale, sentiamo di poter consigliare a chi si fermerà di nuovo col naso all’insù in queste sere, rapito dal fascino ignoto dello spazio infinito.

Eugenio Finardi – Extraterrestre

Pubblicato come singolo nel 1977, è forse uno dei brani più conosciuti di Finardi. Affronta il tema del disagio di sentirsi fuori posto, un disagio che avvertiva forte in quanto precursore del genere hard rock in un’Italia non ancora pronta.
Una canzone onirica che si conclude constatando malinconicamente che i demoni sono dentro di noi, e ci seguirebbero anche su un altro pianeta.

 

Lucio Dalla- Futura

Futura in realtà nacque a Berlino, immaginando la caduta del muro. Dalla stesso raccontò l’episodio:

«Il testo di Futura nacque come una sceneggiatura, poi divenuta canzone. La scrissi una volta che andai a Berlino. Non avevo mai visto il Muro e mi feci portare da un taxi al Check Point Charlie, punto di passaggio tra Berlino Est e Berlino Ovest. Chiesi al tassista di aspettare qualche minuto. Mi sedetti su una panchina e mi accesi una sigaretta. Poco dopo si fermò un altro taxi. Ne discese Phil Collins che si sedette nella panchina accanto alla mia e anche lui si mise a fumare una sigaretta. In quei giorni a Berlino c’era un concerto dei Genesis, che erano un mio mito. Tanto che mi venne la tentazione di avvicinarmi a Collins per conoscerlo, per dirgli che anch’io ero un musicista. Ma non volli spezzare la magia di quel momento. Rimanemmo mezz’ora in silenzio, ognuno per gli affari suoi. In quella mezz’ora scrissi il testo di Futura, la storia di questi due amanti, uno di Berlino Est, l’altro di Berlino Ovest che progettano di fare una figlia che si chiamerà Futura.»

Il testo tuttavia è onirico e astrae via via gli amanti dagli odi e dai problemi terrestri, sollevandoli nello spazio.

 

Bluvertigo – Altre forme di vita

Molto più recente, il brano della band capitanata da Morgan è caratterizzato dallo stile psichedelico e dalla collaborazione con Mauro Pagani al bouzouki.

 

Claudio Baglioni – Gagarin

Anch’essa del 1977, Gagarin fa parte di un album incentrato sulle solitudini umane. L’uomo Gagarin è solo nello spazio, isolato da affetti e luoghi che ha amato, ma al contempo è superiore alle calunnie, alla guerra fredda, alla miseria. E’ anche simbolo di come una grande impresa riesca a far sentire tutti gli uomini vicini, uniti nello sforzo di testare i propri limiti, come Ulisse ai suoi tempi.

 

David Bowie – Space oddity

Allo spazio il Duca Bianco ha dedicato molte canzoni e un suo personaggio, Ziggy Stardust, ma questa è forse la più famosa.
Proprio per questo la vorrei proporre in una versione non proprio ortodossa. Nel 2013 prima di lasciare la Stazione Spaziale Internazionale l’astronauta canadese Chris Hadfield ha imbracciato la chitarra per registrare il primo video musicale girato nello spazio.

 

Elton John – Rocket Man

Pubblicata nel 1972, fu motivo di tensione con Bowie che la considerava una scopiazzatura dalla sua Space oddity e una concorrenza sleale a Starman, uscita lo stesso anno. Segnò una svolta più commerciale nella musica di Elton John.

 

 

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