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Piatti da cenone senza glutine. Celiachia quando è festa!

Piatti da cenone senza glutine ( = adatto per dieta celiaca/ celiachia/  celiaci, cioè per chi è costretto ad una dieta senza glutine)

Un menu epicureo dove un celiaco, senza troppi sforzi per il cuoco e troppi stress per chi ha questo incomodo, può godere appieno del piacere del cibo in convivialità.
Purtroppo, e la colpa è del fotografico, mancano proprio i primi piatti, cioè le lasagne fatte in casa di magro e il risotto all’onda di prosecco e rosmarino, dove il rischio celiaco è portato (con ampio successo) alle sue estreme conseguenze. Perché mancano?
Perché il fotografo era più impegnato a sollazzarsi che a fare il suo dovere! E lo critico a ragion veduta, dato che il fotografo sono io e io sono un “duro & cinico”  critico pur sempre epicureo.
Ovviamente, ognuno ha le sue supercazzole superfetate in testa, il cibo all’italiana offre questo rischio a cui noi, io per primo, non possiamo dichiarare di essere non infetti. Manca pure un delizioso tiramisù senza glutine che per me, restio già al tiramisù con glutine perché lo rubrico come sovrastimato dolce da Bridget Jones, è stato un libidinoso costringermi dal primo fino all’ultimo cucchiaino.

Bilancio: 8 commensali, 1 celiaco, tutti goduti e sopravvissuti.

Costo? Risibile, considerando qualità di materie prime, cucina e gran bere oltre che gran servizio (a casa…). Nessuno ha sofferto, tutti hanno goduto, grazie ad una attenta e precisa selezione di ingredienti alla fonte, ad una manipolazione in preparazione e ad un servizio in tavola “obbligatoriamente” costretto alla non-contaminazione, anche a prova dell’incivile tipico che usa la sua forchetta per servirsi.
L’informazione e l’intelligenza oltre che alla disponibilità, ossia il mix di dati ben illustrati, conoscenza e preparazione dello staff (di TUTTI quelli che vengono a perimetro del cibo) oltre che ad una almeno modesta dose di empatia e disponibilità (non si pretende il sangue da una rapa…) creano un ambiente idoneo, confortevole e non preclusivo, oltre che sicuro, dove il professionista può esaltare la sua scienza e il “sofferente” essere non escluso o precluso da un momento di convivialità culturalmente e socialmente importante.

A tal punto che, se 7 su 8 non avessero saputo del “celiaco / affetto da celiachia”, nulla sarebbe cambiato.
Un plauso trionfale!

G P El Cid

 

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