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QUALE RISCHIO PER LE BANCHE?

QUALE POTREBBE ESSERE IL VERO RISCHIO PER LE BANCHE?

La BCE come da suo ruolo controlla, monitora i rischi delle Banche europee, obbligandole ad avere la capitalizzazione adeguata per affrontare eventuali momenti di forte crisi e misura la forza/resistenza di tutto il sistema con una serie di simulazioni di scenari non favorevoli (stress test).
Fermo restando che tale approccio è condivisibile e che non sta a me certo giudicarlo, rimango però perplesso sulle reali attendibilità dell’approccio su un piano metodologico: non è questione di algoritmi sbagliati in sé (e ripeto che non sono io uno che ha ruolo o competenza per essere così categorico), dico solo che non mi convincono i pesi specifici di taluni elementi nell’algoritmo degli stress test.
Mi riferisco, ad esempio, a dove viene data importanza per un 80% al rischio crediti deteriorati e solo un 20% ad altri rischi…
Questo tipo di peso, a posteriori si spera, sta penalizzando più alcune banche (soprattutto italiane) rispetto ad altre, ho scritto “a posteriori si spera” perché non sarebbe così irragionevole considerare che il tutto sia figlio di “approccio a priori”, cioé mirato a spostare il focus da una piazza geografica ad altra. Per distogliere da una parte, accentuo i pesi che colpiscono l’altra.
Non è che io voglia apparire un sempliciotto visionario di complotti, per cui mi attengo all’idea che sia un peso che – solo a posteriori, cioé una volta effettuato l’insieme degli stress test – abbia evidenziato delle criticità ad alta concentrazione geografica e che presenti criticità anche di tipo logico-tassonomico ma, soprattutto, evidenzi anche problemi di attendibilità – sempre ex post o a posteriori.
Perché? Vediamolo subito…

I casi Lehman Brothers e Dexia, l’opinabilità dei pesi
Ricordo che, quando è fallita, la Lehman Brothers aveva un Cet 1 (Common Equity Tier 1) ratio al 11% circa ed una leva finanziaria al 50%, mentre la Dexia hanno dovuto salvarla con soldi pubblici con un Cet1 al 14% e una leva finanziaria al 72%.

Cet 1: è il coefficiente patrimoniale spesso utilizzato come importante misura di patrimonializzazione di una banca.
Leva finanziaria: per le banche la leva finanziaria è il rapporto tra il totale attivo e il capitale netto. Di fatto è un indicatore che mostra quanto capitale una banca possiede a fronte di tutte le attività che svolge. Più la leva finanziaria è elevata, dunque, più la banca ha tanti rischi e poco patrimonio. L’eccessiva leva finanziaria è considerata una delle concause della crisi del 2008: per questo le autorità hanno indotto le banche a ridurla negli ultimi anni. ( Ilsole24ore )

Qui mi fermo, sotto trovate un elenco di banche ordinate prima per il loro rischio, poi per la loro leva finanziaria… A voi le considerazioni finali, ma di certo il tema della analisi del rischio per le banche presenta tante sfaccettature, anche solo a voler pensare a posteriori e non accampare dubbi e vizi di correttezza politica…

Fonte dati seguenti V-lab Beta

http://vlab.stern.nyu.edu/analysis/risk.worldfin-mr.gmes#risk-graph

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Rischio sistemico globale / rischio per le banche italiane

Per leva finanziaria banche italiane

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Rischio sistemico per banche europee

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Per leva finanziaria banche europee

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Uno sguardo a quelle americane…

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