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Solitudine e sgomento (Saffo)

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δέδυκε μὲν σελάννα
καὶ Πλήιαδες˙ μέσσαι δὲ
νύκτες πάρ δ᾽ ἔρχετ᾽ ὤρα˙
ἔγω δὲ μόνα κατεύδω.

Saffo, Fr. 168 B Voigt

È scomparsa la luna e le Pleiadi.
Mezzanotte, scorre l’ora.
Io, da sola, dormo.

Immagine di grande solitudine e sgomento questa che ci propone Saffo: δέδυκε, il verbo iniziale ci sgomenta” è scomparsa! ”
E nella notte buia, privata della luce della luna e delle stelle, ecco il tempo che scorre… μέσσαι δὲ νύκτες è il presente, πάρ δ᾽ ἔρχετ᾽ ὤρα è il passato, interpretato da alcuni critici come il tempo dell’amore e della giovinezza, ἔγω δὲ μόνα κατεύδω è un presente che diventa futuro in cui la donna si ritrova sola nel suo letto.
La riflessione amara sulla solitudine nello scorrere veloce del tempo è sottolineata in maniera incisiva con la similitudine di un cielo notturno senza luna che amplifica la sensazione di piccolezza e brevità della vita umana rispetto alla vastità ed eternità dell’universo.

Tiziana La Vitola
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