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Stazioni d’Italia: Basilicata – Potenza la stazione che non ti aspetti… barbiere compreso

Le Stazioni Italiane, quelle più distanti dal tracciato che ogni giorno impegna un gran numero di pendolari da Torino a Milano, a Genova, a Firenze, a Roma, a Napoli, sono le più interessanti da scoprire. In Italia il treno è stato in passato un mezzo di trasporto di ripiego, pur essendo un mezzo di locomozione a ridotto impatto ambientale. Questa idea ha fatto sì che le stesse stazioni fossero considerate luoghi da attraversare con rapidità e senza curiosità. Le stazioni degli snodi ferroviari più importanti ormai comprendono al loro interno luoghi di intrattenimento vari e questo ha reso le soste più confortevoli, sia per chi si sposta di sovente, sia per chi viaggia di tanto in tanto. Ma cosa accade nelle stazioni dei capoluoghi di Regione italiani più defilati? Innanzitutto si scopre un’Italia di provincia molto diversa da come, anche la TV, ce la restituisce ancora oggi.

A riprova che la mappa non è il territorio e che l’unico modo per conoscere davvero un luogo, senza essere dei turisti occasionali o di passaggio, è mettersi in cammino, come avrebbe fatto un qualsiasi viandante del passato, quando visitare l’Italia e tutte le sue città veniva considerata una tappa fondamentale di conoscenza.

La Basilicata con la sua linea a binario unico, sospesa tra monti e mare è una regione con una componente identitaria borghese, connotazione che difende in maniera decisa, un modo per non omologarsi e per non diventare solo un puntino sulla mappa del mondo globalizzato. Ciò fa a pugni con un’idea e un’immagine tramandata di regione arretrata. Potenza è la prova di questa forzatura. Te ne  accorgi attraversando il centro della città: via Pretoria, strada di struscio, ma anche punto  d’incontro. Strada sulla quale si affacciano i Palazzi più belli e le Sedi Istituzionali e che ha gli Alburni, le Dolomiti lucane, a farle da sfondo, senza che la montagna opprima o chiuda la città. E poi la ricchezza di documenti storici tra cui il Museo Archeologico Nazionale della Basilicata “Dinu Adamesteanu”, museo di grande bellezza, con reperti catalogati e suddivisi con competenza e attenzione. Lo scopri dalla presenza di donne capaci e professionali. Dal modo in cui con rapidità entri in contatto con gli altri. Una rapidità che è delle città di mare o dei luoghi dove il commercio ha assunto la funzione di collante sociale.

Te ne accorgi ancor prima alla Stazione, quando arrivi e trovi accanto all’edicola e al Bar – non da stazione demodé, perché come dice il proprietario: “Questa convinzione, che i bar delle stazioni italiane siano tristi, non mi piace e la contrasto – il negozio da barbiere.

Proprio così, il negozio da barbiere

Una realtà in passato diffusa e che oggi è appannaggio appunto solo delle stazioni di provincia. Un negozio che dimostra come l’idea di sentirsi a posto appena arrivati in un luogo estraneo sia già segno di apertura e civiltà. E quindi marchio borghese che dà il passo alla città stessa. Gerardo Bovino, il barbiere, si trova lì dagli Anni ’70. È un fiume in piena di ricordi, aneddoti pubblici e privati  e, al sentirgli raccontare la storia di Potenza, ti accorgi che quello che racconta è anche la storia del nostro Paese. Così tra affila rasoi, trofei e coppe, illustri clienti e capelli tagliati sia a uomini sia a donne, ti diventa ancora più chiaro come l’unico modo per conoscere il Paese sia quello di percorrerlo in lungo e largo e di cercare chi ha una storia autentica da raccontare. Lontana il più possibile dagli stereotipi che vanno tanto di moda, ma che non rendono giustizia al Paese Italia ed ai suoi abitanti.
E le stazioni più defilate non a caso, quindi, sono i luoghi d’elezione, le tappe d’obbligo in questo percorso che cercheremo di fare assieme…

Rosaria Fortuna
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