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Aggiornamento celiachia: in arrivo tester portatile e immediato

Celiachia e sensore per il glutine: se si dimostrerà affidabile e a costi abbordabili, un valido supporto per una vita davvero gluten free

Shireen Yates è una trentunenne americana con una diagnosi di celiachia. Per quanto ami mangiare fuori con gli amici, per lei è sempre stato un problema trovare locali che le fornissero cibo gluten free. Inoltre godersi il cibo le riusciva assai difficile, sapendo di doversi fidare della parola del gestore del locale. Più di una volta, racconta, alla richiesta di avere cibo senza glutine si è sentita rispondere: “ma quanto sei allergica?”
Questo è un problema comune a chi soffre di celiachia e intolleranze o allergie alimentari, anche in Italia. Proprio a questo proposito avevamo aperto non molto tempo fa un dibattito per capire se e come riuscivate a reperire posti certificati in cui mangiare.  width= width=

Tuttavia Shireen ha deciso di fare qualcosa per semplificare la vita sua e di chi soffre dei suoi stessi problemi. Insieme a Scott Sundvor, ingegnere meccanico e suo compagno di studi al MIT, ha fondato una società, la 6Sensor Labs, il cui primo prodotto, Nima, è rivolto proprio ai celiaci. Si tratta infatti di un dispositivo portatile in grado di analizzare un campione di cibo in tempo reale e certificare che contenga meno di 20 ppm (parti per milione, uguali a 20 mg/Kg) di glutine. Questa è infatti la quantità massima consentita, anche dalla legge italiana, per poter commercializzare un prodotto con la dicitura “senza glutine”. Il dispositivo, il cui funzionamento e il cui aspetto sono ben illustrati su questa pagina, garantisce risultati affidabili al 99,5%, secondo i suoi inventori, e permetterebbe una maggior tranquillità a chi volesse usufruirne.  /></p>
<p>In Italia un ristoratore che voglia certificarsi come gluten free attualmente deve richiedere di iscriversi al <a href=network AIC. Questo comporta che titolare e cuoco dell’esercizio seguano un corso base della durata di mezza giornata organizzati dalla stessa Associazione Italiana Celiachia presso le proprie sedi o presso le sedi Asl locali, e che siglino un protocollo di intesa. Tutor AIC svolgeranno quindi una prima valutazione dell’operato dell’esercizio in questione, e si occuperanno di svolgere verifiche periodiche. Superata questa fase, il locale potrà essere inserito nella lista presente sul sito nazionale dell’Associazione Italiana Celiachia. Se tuttavia l’uso di device portatili come Nima prendesse piede sarebbe, oltre che una ulteriore garanzia per il consumatore, anche un modo per il ristoratore stesso di “certificare” il suo buon operato.
Al momento Nima è preordinabile sul sito del 6Sensor Labs, e le previsioni per la start up sono di poter cominciare le produzioni entro la metà del 2016.

Hipazia Pratt
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