Aggiornamento vaccini: primi passi ufficiali

L’argomento vaccini è purtroppo molto discusso, ultimamente. Purtroppo perché spesso viene trattato in modo superficiale, senza approfondire le fonti o i dati. Questo atteggiamento è irresponsabile e pericoloso, in quanto genera paura e confusione nei genitori, spingendoli a non vaccinare i figli. Abbiamo già parlato (Vaccini, sbagliare informati) dei rischi connessi ai vaccini, dei tipi di vaccini disponibili, e dei loro benefici. In un articolo successivo (Aggiornamento vaccini e vaccinazione: a volte ritornano…) abbiamo anche trattato di come il calo di vaccinazioni in atto stia favorendo il ritorno di patologie di cui per fortuna in Italia avevamo quasi perso il ricordo, e sia pericoloso per le persone che per vari motivi non possono essere immunizzate.
L’Ordine dei medici ha recentemente preso una posizione decisa in merito, supportata dal risultato di numerosi studi. Il medico che sconsigli le vaccinazioni andrà incontro a sanzioni disciplinari, fino alla radiazione. Inoltre l’Ordine ha presentato un’interrogazione parlamentare rivolta al Ministro della Salute. La situazione vaccinale in italia è infatti grave e richiederebbe provvedimenti da attuare capillarmente su tutto il territorio nazionale, non solo affidati alle singole regioni.
Questo è il testo dell’interrogazione:

Camera dei Deputati 28.7.16
D’INCECCO. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:
lo strumento della vaccinazione, soprattutto in età pediatrica, rappresenta uno degli interventi
più efficaci che il servizio sanitario nazionale pubblico mette a disposizione dei cittadini per
promuovere la prevenzione delle principali malattie infettive;
secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità e del Ministero della salute, le coperture
vaccinali per malattie come poliomielite, tetano, difterite ed epatite B oggi sono al di sotto del 95
per cento (la soglia di sicurezza) e la copertura scende sotto la soglia dell’86 per cento per morbillo,
parotite e rosolia, patologie per cui, secondo i dati diffusi dalla Società Italiana di Pediatria, oltre
358.000 bambini non sono stati vaccinati negli ultimi 5 anni;
la vaccinazione rappresenta uno degli interventi di sanità pubblica maggiormente efficaci e
sicuri, poiché attraverso la cosiddetta immunità di gregge, anche i non vaccinati beneficiano degli
effetti positivi della vaccinazione, sempre che la copertura sia superiore alla soglia del 95 per cento,
al di sotto della quale l’agente patogeno continuerebbe a circolare. Il calo delle vaccinazioni
costituisce un grave pericolo per la salute di tutti: per fare un esempio, la mancata vaccinazione
antinfluenzale di tantissimi anziani dopo un falso allarme sui rischi del vaccino è stata una delle
cause del «boom» di mortalità nel 2015;
secondo l’Organizzazione mondiale della sanità i vaccini sono in grado oggi di salvare 2,5
milioni di vite l’anno nel mondo, eppure il valore della prevenzione vaccinale non è adeguatamente
compreso e rischia di essere seriamente in pericolo a causa della disinformazione e di falsi miti che,
seppur privi di base scientifica, riescono ad «attecchire» sull’opinione pubblica;
anche in età adolescenziale le vaccinazioni sono fondamentali: il vaccino contro il Papilloma
virus umano (Hpv) è in grado di proteggere ragazzi e ragazze da vari tipi di cancro, come il tumore
del collo dell’utero, il cancro anale, le lesioni precancerose di cervice, ano, vulva e vagina e i
condilomi genitali;
nel piano vaccinale è prevista la vaccinazione contro Hpv per le femmine di 12 anni di età,
ma alcune regioni hanno ampliato a più classi d’età (17 e 25 anni) e hanno anche previsto i maschi
di 12 anni. Allargando ai maschi questa vaccinazione, oltre a prevenire le malattie da Hpv nel
maschio stesso, si interviene riducendo il serbatoio infettivo;
è di questi giorni il documento della Federazione degli Ordine dei medici (Fnomceo) che prevede provvedimenti disciplinari, fino alla radiazione per il medico che consiglia di non vaccinarsi, poiché ciò costituisce infrazione deontologica; dopo anni di polemiche, dopo prese di posizione del Ministero alla salute, dell’Istituto superiore di sanità, delle regioni (con l’Emilia, ad esempio, che vieterà l’ingresso al nido per i non vaccinati) si muovono dunque anche gli Ordini dei medici. Lo fanno con un documento approvato all’unanimità dal Consiglio nazionale in cui si ammette la possibilità per il camice bianco di sconsigliare la vaccinazione “solo in casi specifici, quali ad esempio alcuni stati di deficit immunitario”; il documento della Fnomceo, dopo aver ricordato l’importanza che hanno avuto le vaccinazioni nello sconfiggere molte malattie in tutto il mondo, sottolinea come questi medicinali in questi anni siano finiti sotto attacco.
«Le ragioni sono molteplici. Tra queste la irrazionalità diffusa per cui le dimostrazioni ragionevoli e scientifiche sembrano al contrario rafforzare le persone diffidenti nel preesistente giudizio. L’individualismo prevalente, che porta a dimenticare gli obblighi verso la collettività. La crisi di autorevolezza dei medici e la frustrazione che nasce da tante promesse non mantenute della medicina. L’uso estesissimo di internet, in cui prevalgono informazioni contraddittorie e antiscientifiche. Il tipico errore per cui di fronte a un rischio per quanto altamente improbabile (la reazione avversa da vaccino) si trascura il vantaggio certo (l’immunizzazione rispetto alla grave malattia) lasciandosi guidare da diffidenze e sospetti. L’allarme sociale per i pregressi danni da vaccino, ora estremamente rari, che tuttavia fanno dimenticare le epidemie verificate ovunque si sia abbandonata o ridotta la pratica vaccinale. Le informazioni contraddittorie spesso presenti sui mass media. La scarsa formazione alla scienza del nostro Paese. La difficoltà che i programmi vaccinali trovano nel raggiungere i gruppi emarginati e deprivati»

Si chiede quali iniziative il Ministro interrogato intenda adottare sul tema dei vaccini per far sì che si possa coniugare una corretta informazione con la prevenzione nell’interesse della salvaguardia non solo della salute delle persone ma di tutta la società, al fine di evitare che malattie che si pensavano ormai debellate possano tornare.

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