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CALCIO vs RUGBY, c’è uno sport che si arrende, c’è uno sport che sorprende

calcio-scontri-a-bergamo-rugby-litalia-vince-a-sorpresa-contro-il-sudafricaCalcio o rugby? Il nuovo derby è scegliere tra uno sport ancora in ginocchio davanti a facinorosi e teppisti e un altro in cui ce se le suona in campo e solo in campo e pur sempre con un certo stile da gentiluomini.

La variante al classico

“Football is a game for gentlemen played by ruffians and rugby is a game for ruffians played by gentlemen”

dove per antinomia non ci sono più giocatori “ruffians” ma una certa fetta, ben precisa, di pseudo-tifoseria che rimane costantemente impunita in nome di regole di rispetto individuale, democratico, ma negando di fatto la democrazia della convivenza oltre che l’uguaglianza dei cittadini.

Se un solo cittadino si rendesse attore di un concorso di condotte quali quelle tipiche viste oggi a Bergamo tra tifosi delle due squadre, questi correrebbe il rischio – ipotetico – di stare al fresco – giustamente – per molto, molto tempo. E invece qua no. La quantità, infatti, rende scriminante valida su un piano penale: si può tutto, fai tutto… insulta, spacca, minaccia, picchia, devasta, ruba, abusa, spara, oltraggia, imponiti, massacra, spaccia, mutila… E poi sii riconosciuto come centro di rappresentanza di rango sociale: puoi essere, devi essere interlocutore delle Forze dell’Ordine, ci si deve rapportare con te che a tua volta farai l’arringa alla tua massa di simili personaggi.
Oppure, come oggi, quando “va bene”, sarà sufficiente che il capitano della tua “amata” squadra venga a chiederti di stare “buono”.
Forse davvero il contagio collettivo dei ruffians raggiunge livelli di incontenibilità extra linea di bordo campo che è meglio vedere botte oneste, sportivamente lecite, solo dentro un rettangolo di gioco, e abbracci e cori anche ironici al di là di quelle linee bianche e di campo di gioco.
Insomma, lezioni dal rugby e cattivo ennesimo esempio dal calcio.

Godiamoci l’Italia della palla ovale, la bella italia del rugby, questa che passerà alla storia perché  è storica questa prima vittoria contro il Sudafrica.
L’Italia che a 
Firenze ha anche sbagliato, ha sofferto, ha saputo reagire e ha vinto alla fine con muscoli e cuore gettati oltre la confusione e secondo tattica.
L’Italrugby del 20-18  contro  gli Springboks ha proposto i marmorei placcaggi dei vari Favaro, Venditti, Minto e compagni, la meta “d’importazione” di Val Schalkwyk, sudafricano d’Italia e quanto d’altro in una pagina storica che rende monumentale l’immagine di uno sport e di tutti i suoi sportivi, sia quelli che sono dentro sia quelli che sono fuori dal campo; monumentale rispetto all’immagine di De Rossi a Bergamo, costretto ad un gesticolare misto di resa e rassegnazione da parte di un sistema calcio e ordine pubblico davanti all’arbitrio di forsennati impunibili.

 

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