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Germania: conquistare il mondo e fare le vacanze in Italia

Si dice che i tedeschi siano riconoscibili per il loro amore per la precisione, per la loro capacità di fare tanto e di fare con qualità (assoluta, loro sì, così loro dicono e a volte si dice in Italia) . Insomma un top di gamma, che viene però reclamato come ruolo anche da altri, molti altri, forse non troppi, ad ogni modo anche da altri popoli: dai cugini svizzeri, come dai giapponesi o dai canadesi…

Come fare per distinguerli nel caso in cui per sorte si incontrino un tedesco un canadese uno svizzero e un giapponese (o altri sedicenti o da altri detto popoli top di gamma)?  Il caso di G P El Cid e il suo Teorema
 Ovvio, la lingua e i tratti somatici! Bella risposta (basica… ).  Ma se fossimo bendati e messi in condizione di usare solo le loro risposte alle nostre domande e tutto mediato da un interprete, cioè senza modo di percepire accenti?
Ebbene, sarebbe comunque possibile riconoscere il tedesco: almeno lui!
Perché?
Beh, quando per sorte e per  avventura mi capitò una situazione molto simile – avete presente una di quelle classiche cene molto “miste” in luoghi distanti dall’Italia in cui  si passa e si crolla da stimato stimatissmo  come cultura idee e metodo… a un po’ sfottuto e sornionamente deriso come origine ?- ebbene, proprio l’arguzia italiana mi venne in soccorso.
Ero accusato secondo stereotipi più o meno storicamente attendibili e dovevo muovermi in un equilibrio tra non rispondere ad attacchi “generici” con repliche dirette e personali verso il padrone di casa ed ospiti e il mantenere un sorriso di circostanza e un po’ di eleganza davanti a parole sul mio conto, comunque , di stima.
“Sei  davvero… – mettete voi lettori un complimento qualsiasi, dato che nell’inflazione di attacchi le pillole erano molte e tutte ben indorate – … per essere un italiano”, oppure “ci spiace che tu debba fare i conti con i limiti dell’Italia, dato che.. .”.

L’accerchiamento
Non ero certo io così sveglio, vuoi la sorpresa o vuoi il mio non essere eroe di un Matrix ennesimo episodio, né proprio potevo agire come se giocassi in casa ma… avevo noti due elementi chiave: ero in Germania e almeno uno della multi-ethnic-superintellectual-gang era tedesco e lì avrei dovuto  affondare il colpo. A supporto dell’azione di disingaggio dall’accerchiamento versione 2.0 (la cui versione 1.0 è la situazione da asilo con lo sfortunato in mezzo e la cantilena accerchiante di tutti gli altri “adorabili” bambini sfottenti) mi venne in soccorso la storia, come una cavalleria inattesa proprio per il tipo di contesto.

La storia!
Scudatomi di quel sano senso di patriottismo che ci manca quando siamo in Italia tra di noi e ci ribolle vigoroso, invece,  all’estero in momenti super  critici (come quando ti ritrovi in villaggi turistici dispersi nel mondo con quasi tutti che parlano solo inglese e/o cerchi un posto che non faccia una tintura o acquaragia di caffè ma un espresso lungo non oltre le tre dita orizzontalmente poste in tazzina), ebbene, scudatomi d’italianità e con la cavalleria di sotto la sella dei pantaloni  a sostenermi e, infine,  armato di fiero pugno e spada dialettica… io… iniziai l’affondo per

  • stanare il tedesco, come sempre leader ammanicato che mentre sorride ti vuol far secco,
  • e, colpito il quale, disintegrare poi i provvisori legami infra-gang…

Il diversivo e l’affondo “onirico” o da sogno: la rottura dell’accerchiamento
Io (G P El Cid) – “Vero, vero, ah Italia, come darvi torto! Già… Paese spesso assurdo, sì, sì… MAMMA MIA ( rigorosamente in italiano, “mamma mia” è una locuzione che rende universalmente più morbido anche il più algido straniero minimamente acculturato su culture non solo sue nazionali… e poi è uno stereotipo di difesa mica da ridere!)… già, mamma mia… eh, beh… poi gli italiani… sì sì… popolo che sogna, sognatore. Eh, i sogni!
D’altra parte i sogni: chi non sogna? Ad esempio, i tedeschi… pure i tedeschi: i tedeschi li riconosci dai sogni!” 

Contrattacco… anzi contropiede e 2 a 0! Le due regole ovvero del Teorema di G P El Cid

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Teorema di G P El Cid
… Momento sfumato: dalle risate ai sorrisini di circostanza imbarazzati-incuriositi finali degli astanti accerchianti…
Loro- “eh eh… Tedeschi… sogni?”
Io -” Sì, sì, i tedeschi li riconosci dai sogni… come gli italiani”
… un po’ di indispettita attenzione sempre di circostanza mi fissava: il cerchio magico dei gna-gna-gna da asilo stava scricchiolando…
Io – “i tedeschi li puoi sempre, ovunque, comunque riconoscere per due sogni conviventi e costanti :

  1. Conquistare il mondo (senza riuscirci, se no che sogno è se ci riesci?!)
  2. Fare le vacanze in Italia

Aggiungendo subito dopo, al punto due, cioè alle agognate vacanze nella “turpe” Italia… “Sì, fare vacanze in I T A L I A – scandire bene – … andando in luoghi come la Campania… a Ischia… mmmh… avete presente il/la (il “povero” articolo asessuato the inglese aiuta sempre in questi casi ambigui tra maschile e femminile) Cancelliere/a Angela Merkel, quintessenza del pangermanismo pre e post Muro di Berlino? Lei va sempre ad Ischia… Campania… Italia!”

La resa!
Immediatamente un astante, prima altezzosamente biondamente attivo nel sorridere (“i tedeschi non scherzano mai…”  dice uno spot di una marca tedesca che poi, sempre in altri suoi spot, pare inventare tutto e ancor di più ma si limita, nel dare il nome a questa beethoveniana sinfonia tecnologica , all’uso di nomi che sono suoni quasi ancestrali come “OH!” – dico una top model che stupisce sicura di tutto oltre che di sé, lei seria tedesca, solo dicendo “Oh!”… vero, i tedeschi sono serissimi ma sognano… molto! ), ebbene quel teutone abbassa la testa e quello che poteva essere un giapponese si irrigidisce, e l’altro forse canadese si chiude,  modello tenda,  in un religioso silenzio e rimane solo lo svizzero che puntualmente – ovvio! – dice “beh, si è fatta una certa… è ora di sederci a tavola per la cena”.
Lungi, come da manifesto di Said in Italy, da fare questioni di razza o cultura, ma il punto – storico – rimane e la crisi economica, lo spread, il bund vs i bonos o bond o Btp lo confermano: i tedeschi hanno da sempre, storicamente e ancor oggi due sogni

  1. Conquistare il mondo (senza riuscirci se no che sogno è se ci riesci?!)
  2. (Ma…) Fare le vacanze in Italia…

Dal medioevo, andiamo spannometricamente indietro, ad oggi, tutto perfetto da loro, tutto di qualità, ma sembra strano, quando devono muoversi per godere un po’ oltre una birra, vanno verso sud, sciamano verso Italia e Grecia se oppure mentre cercano di conquistare nord sud est ovest…

Germania. Philipp Veit, marzo 1848
Germania. Philipp Veit, marzo 1848
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