Immagine di Solferino, nelle colline del lago di Garda
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La storia delle parole: bravo

Bravo” è un aggettivo attribuito a colui o colei che dimostra grande abilità e sicurezza nello svolgimento di un compito, in un’arte o nella professione oppure che riesce bene nello studio o in altre attività per naturale inclinazione e assidua applicazione.

L’etimo è incerto e si suppone che sia lo stesso della parola “brado“, attributo di un animale domestico che vive allo stato libero, all’aperto e quasi selvatico: in entrambi i casi le parole deriverebbero da un termine longobardo non attestato “*braida“, ovvero “pianura aperta“.

Immagine di Solferino, nelle colline del lago di Garda
Il fatto che alla pagina di Wikipedia dedicata alla Pianura Padana ci sia un’immagine (bellissima) delle colline moreniche del lago di Garda, scuote tutte le mie certezze…

Altra possibilità è che bravo derivi dal latino “pravus“: ovvero, “storto, malvagio“.
In entrambi i casi, comunque, ad un certo punto deve essere intervenuto un mutamento semantico di cui non sono chiari i meccanismi, trasformando in positivo un termine che aveva connotazioni negative. Tali connotazioni sono rimaste ad esempio nelle parole “bravata” o “notte brava“.

La prima attestazione di bravo è del secolo XIV.

 

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