L'amanuense era la figura professionale di chi, per mestiere, nel medioevo ricopiava manoscritti a servizio di privati o del pubblico. Immagine da Wikipedia.
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La storia delle parole: busillis

Il busillis è il fulcro di una questione difficile: una difficoltà, un ostacolo.
La parola deriva da un episodio durante il quale è stata effettuata un’errata e incomprensibile divisione in indie busillis della locuzione latina in diebus illis, ovvero “in quei giorni”.

La tradizione ci trasmette questa storia (cito da Wikipedia):

Secondo la tradizione, un amanuense che stava ricopiando un testo del Vangelo chiese a Giovanni di Cornovaglia (ca. 1170) il significato del termine ‘busillis’. A un controllo si scoprì che il testo originale recitava “in diebus illis magnis plenæ” (“in quei giorni vi era abbondanza di grandi cose”). L’amanuense aveva invece erratamente segmentato il testo in “indie busillis magnis plenæ” (“in India c’era abbondanza di grandi busillis”), dove “busillis” rappresentava l’ablativo plurale di un ipotetico sostantivo maschile.

L'amanuense era la figura professionale di chi, per mestiere, nel medioevo ricopiava manoscritti a servizio di privati o del pubblico. Immagine da Wikipedia.
L’amanuense era la figura professionale di chi, per mestiere, nel medioevo ricopiava manoscritti a servizio di privati o del pubblico. Immagine da Wikipedia.

L’amanuense, quindi, non riuscendo a capire il significato di quest’ipotetica parola avrebbe chiesto lumi a Giovanni. In questo modo sarebbe riuscito a venire a capo del busillis.

La parola è attestata in italiano a partire dal secolo XVII.

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