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La storia delle parole: spermaceti

Lo spermaceti è quella sostanza presente allo stato liquido nella testa del capodoglio vivo e che si solidifica in una massa biancastra quando questo muore.
La parola appare per la prima volta nel XVI secolo e deriva dalla locuzione latina sperma ceti, ovvero “sperma di mostro marino”: questa era difatti l’antica ipotesi sulla funzione di questo liquido.

Il nome inglese di “capodoglio” è “Sperm Whale“, che ricalca in pieno l’idea che lo spermaceti sia lo sperma dell’animale; in italiano invece “capodoglio” deriva da “capo d’olio“, ispirandosi comunque (con un’interpretazione differente) allo spermaceti presente nel cranio dell’animale.

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La funzione dello spermaceti è ancora discussa, ma è probabile che funzioni in questo modo:

  • quando il capodoglio desidera immergersi fa passare acqua fredda attraverso quest’organo e lo spermaceti si solidifica (come succede con la cera); la maggiore densità specifica crea una spinta verso il basso che aiuta l’immersione;
  • quando il capodoglio è in profondità (può raggiungere anche i 3000 m) consuma tutto l’ossigeno immagazzinato generando calore: questo scioglie nuovamente lo spermaceti consentendo al capodoglio di risalire senza dover più contrastare il peso della cera solidificata.

 

 

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