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Si dice che in Piemonte la tradizione viva ancora

Pianeta Terra, Europa, Italia, Piemonte, Asti, Pino d’Asti, luogo dove la tradizione culinaria è ancora viva nella mente e nel cuore dei due giovani proprietari che gestiscono il, Ristorante 2000, ristorante di famiglia aperto più di 40 anni fa. Sono loro a raccontarmi la storia del ristorante, durante una degustazione enograstronomica di grande livello, da quando il nonno Domenico inizio a posare la prima pietra sul quel terreno abbandonato fino ai giorni nostri dove Federica, nonostante la giovane età, sappia riproporre le ricette tradizionali piemontesi lasciate in eredità dalla nonna Esterina. Mi ricordo la deliziosa giornata passata come se fosse oggi, correva il 9 novembre, giornata dal tempo incerto, un po’ cupo, ma fermarsi in questo angolo di paradiso culinario per un pranzo di famiglia ha fatto risplendere il sole.

Il proprietario ci ha raccontato come tutta la filiera dei piatti proposti venga verificata da loro, ed acquistata dai produttori locali spesso nelle immediate vicinanze del locale, il vino servito a tavola viene acquistato a 200mt da loro in un’azienda agricola che produce un ottimo Albugnano e una Freisa Superiore di tutto rispetto; hanno proposto una serie di antipasti tipici che già dall’aspetto parlavano da soli e dicevano “mangiami”, tagliere di salumi locali fatti a mano, un’ottima carne cruda di vero fassone piemontese battuta al coltello con funghi porcini, vitello tonnato (maionese rigorosamente fatta in casa come tutti condimenti e le salse proposte), tortino patate e funghi porcini e per finire un assaggio di finanziera, un’ottima finanziera.

carne cruda fassone funghi porcini         Finanziera

Proseguendo durante il pranzo le parole sono mancate dopo l’assaggiato dei primi fatti in casa da loro, gnocchi di patata viola con fonduta di fontina di fossa, un piatto molto difficile da trovare negli altri locali da me frequentati, forse è stata la seconda volta, ed infine i classici agnolotti gobbi piemontesi fatti a mano uno ad uno seguendo alla lettera l’antica ricetta della nonna, sublimi.

gnocchi patata viola

Esagerando con gli antipasti ed i primi a malincuore si devono saltare i secondi, però senza aver pensato di fare la scelta sbagliata, dopo a sorpresa arriva un bonet fatto in casa, da 1o e lode sia nell’aspetto che nel gusto, ricordava la cucina che facevano la nostre nonne.

Bonet

Se qualcuno vuole provare a deliziarsi con queste e altre specialità piemontesi vi consiglio questa oasi immersa tra le colline e vigneti del Monferrato.

http://www.ristorante2000.it

 

Monologo finale di Anton Ego, tratto dal film Ratatouille.

” Per molti versi la professione del critico è facile: rischiamo molto poco, pur approfittando del grande potere che abbiamo su coloro che sottopongono il proprio lavoro al nostro giudizio; prosperiamo grazie alle recensioni negative, che sono uno spasso da scrivere e da leggere. Ma la triste realtà a cui ci dobbiamo rassegnare è che nel grande disegno delle cose, anche l’opera più mediocre ha molta più anima del nostro giudizio che la definisce tale. Ma ci sono occasioni in cui un critico qualcosa rischia davvero. Ad esempio, nello scoprire e difendere il nuovo. Il mondo è spesso avverso ai nuovi talenti e alle nuove creazioni: al nuovo servono sostenitori! Ieri sera mi sono imbattuto in qualcosa di nuovo, un pasto straordinario di provenienza assolutamente imprevedibile. Affermare che sia la cucina, sia il suo artefice abbiano messo in crisi le mie convinzioni sull’alta cucina, è a dir poco riduttivo: hanno scosso le fondamenta stesse del mio essere! In passato non ho fatto mistero del mio sdegno per il famoso motto dello chef Gusteau “Chiunque può cucinare!”, ma ora, soltanto ora, comprendo appieno ciò che egli intendesse dire: non tutti possono diventare dei grandi artisti, ma un grande artista può celarsi in chiunque. È difficile immaginare origini più umili di quelle del genio che ora guida il ristorante Gusteau’s e che secondo l’opinione di chi scrive, è niente di meno che il miglior chef di tutta la Francia! Tornerò presto al ristorante Gusteau’s, di cui non sarò mai sazio. ”

Anton Ego
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